Slow food è un’associazione nata a metà degli anni ’80 per promuovere la Cultura del cibo in contrapposizione con il crescente numero di fast-food che si stavano imponendo sul mercato. L’idea di base era di far capire l’importanza dello scegliere con cura le materie prime, cucinare con passione e mangiare con piacere.

Allo stesso modo io sto portando avanti il mio lavoro in un modo “slow bead”(bead=perla in inglese).

Non è un segreto che molti negozi di vetro a Venezia e Murano vendono vetro importato prodotto in serie e, se posso permettermi, spesso anche abbastanza brutto. Vedere certi oggetti mi fa pensare a una sorta di maltrattamento del vetro. Nessuno sa se esiste un comitato che tuteli il vetro dall’essere trasformato in un brutto oggetto di vetro non amato? 😉

Quando io siedo al cannello,in ogni passaggio della lavorazione, mi sento come se stessi percorrendo un percorso mistico verso la verità rivelata che sarà il pezzo finito.

Accendo il cannello. Ascolto il suo rumore. Guardo le canne di vetro. Cerco di cogliere i suggerimenti che i colori mi danno. E inizio. Controllo ogni mio movimento. Percepisco i miei muscoli in ogni movimento delle mie dita. Lascio che i miei occhi guidino le mani. Inizio a danzare con la fiamma.

Mi piace che le mie creazioni siano riconoscibili, uniche. Mi piace l’idea che le persone sappiano che in ogni mio lavoro percepiranno un po’ di me.

Ad oggi sono 7 anni che ho aperto il mio laboratorio e la cosa comincia a diventare difficile ma, all’inizio, ricordavo ogni singola persona che aveva scelto ogni singola perla.

Probabilmente il mio metodo non è stato il più economicamente conveniente e di sicuro non è stato il più facile, ma è così che ho deciso di fare le cose:

Con amore.

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