Tra gli attrezzi che servono per creare le perle di vetro a lume, gli unici che sono assolutamente necessari, oltre ovviamente al cannello, sono gli aghi.

 Le perle a lume nascono, infatti, avvolgendo il vetro fuso attorno a mandrini metallici che, una volta estratti dalle perle, lasceranno il foro libero e daranno alle perle la possibilità di essere infilate.

Fin dall’antichità si sono utilizzati dei mandrini metallici, in ferro prima e in acciaio più recentemente.

Sembra che, ad esempio, i romani, che lavoravano il vetro fondendolo in rudimentali ma efficaci fornaci, utilizzassero dei lunghi ferri leggermente conici verso la fine in modo da facilitare l’uscita delle perle dal mandrino prima ancora che queste fossero raffreddate.

Purtroppo queste rimangono solo ricostruzioni in quanto non si sono trovate sul suolo nazionale fornaci romaniche integre.

Più tardi, con l’invenzione della tecnica della lavorazione a lume e il suo crescente successo a Venezia e Murano, i ferri per creare le perle divennero più corti ma soprattutto più sottili. Le perle venivano create una ad una, decorate riccamente ed estratte dall’ago una volta raffreddate.  Per permettere ciò gli aghi venivano coperti con una mistura di acqua e calce, una pastella distaccante, che permetteva di sfilare le perle agilmente.

Una curiosità: non era insolito che i perleri di Murano e Venezia utilizzassero fango di barena come pastella distaccante. Ovviamente dopo averlo ripulito da alghe, conchiglie e tutto ciò che poteva contenere.. Immaginate che profumino nei laboratori??

Da circa un secolo però le tipiche perle veneziane, tradizionalmente, si costruiscono su tubetti di rame. Ma come si è arrivati a ciò?

Nel 1911 apre a Murano la ditta Ercole Moretti che fin da subito si specializza in vetro murrino e canna rosetta (la canna dalla quale si ricavavano le più iconiche delle perle in vetro di Murano: le Chevron, dette anche rosette). Ma una grande fortuna ebbero anche le loro perle a imitazione delle perle naturali, delle quali riuscirono a ricreare perfettamente il colore. Ma le perle naturali avevano anche una ulteriore, irrinunciabile, caratteristica: un foro molto sottile che permetteva loro di essere montate su fili sottili e fissate con il classico nodino. Alla ricerca di come ottenere questo sottile foro, pulito e liscio, arrivarono all’intuizione di utilizzare una sottile lastra di rame che, avvolta su se stessa, creava un tubicino. Il rame veniva poi tolto immergendo le perle, una volta fredde, in una soluzione acida, che scioglieva il rame completamente, lasciando il foro perfettamente pulito.

Ben presto questa tecnica iniziò ad essere utilizzata da molti altri produttori di perle che ne videro gli ampi benefici. Prima di tutto il rame permetteva una lavorazione più “pulita”. L’utilizzo del distaccante creava una polvere pressoché costante sui banchi di lavoro; spesso succedeva che il distaccante si rompesse durante la lavorazione sporcando il vetro e, non da ultimo, pur cercando di pulire il foro al meglio, rimaneva sempre una patina all’interno di esso, visibile se la perla era fatta in vetro trasparente. Con il tubetto di rame questi inconvenienti venivano superati e le perle di vetro potevano essere fatte con vetri trasparenti e sfruttando al massimo la brillantezza della foglia foglia oro e dell’avventurina.

Particolare da non sottovalutare è inoltre il fatto che il vetro di Murano e il rame hanno la stesso coefficiente di dilatazione, cioè reagiscono al calore espandendosi e contraendosi allo stesso modo. Questo comportamento omogeneo dei materiali previene moltissimo la shock termico col risultato che le perle fatte sul rame si rompono molto difficilmente in fase di lavorazione e raffreddamento.

Ad oggi le perle di vetro a lume continuano ad essere fatte su aghi di metallo, senza i quali non esisterebbero nella forma in cui le conosciamo.

P.s. sono da poco venuta a conoscenza di ritrovamenti di perle molto antiche (datate tra il XII e il IX secolo d.c.) con un cuore di rame e sembra proprio che il vetro, anche in quel caso, fosse avvolto su tubi di rame.. ho bisogno di approfondire questi studi prima di potervene parlare più largamente. Ma non credete anche voi che il mondo delle perle di vetro sia fonte inesauribile di storie appassionanti?!

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